Demarchi: «Ospedale a Savigliano ma lungo la strada per Saluzzo»

Demarchi: «Ospedale a Savigliano ma lungo la strada per Saluzzo»
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Nel giro d’opinioni che il nostro giornale ha avviato dopo la decisione dell’assessore regionale alla Sanità Icardi di costruire ex novo un ospedale di pianura per l’area Saluzzo-Savigliano-Fossano, interviene questa settimana nel dibattito il consigliere regionale saluzzese Paolo Demarchi.Lei è stato eletto in Regione nella lista della Lega, stesso partito dell’assessore . Questo, a rigor di logica, dovrebbe facilitare la sintesi. Come si sta muovendo a proposito di sanità e nuovo ospedale?

«Per intanto va considerato che la provincia di Cuneo, alla luce delle indicazioni che stanno emergendo dalla giunta regionale del presidente Cirio, sarà quella che avrà le maggiori attenzioni, perché interessata dalla realizzazione di ben due nuovi ospedali: uno a Cuneo, l’altro nel quadrante Nord Ovest della pianura. Per quel che mi riguarda ho già iniziato una ricognizione interpellando sindaci e amministratori sia del Saluzzese che del Saviglianese».

Quali riscontri ha avuto da questi primi colloqui?

«Mi pare emerga un’indicazione di massima per realizzarlo nel territorio del comune di Savigliano, ma fuori dal concentrico. La scelta dell’area dovrà comunque essere oggetto di confronto con tutte le amministrazioni comunali interessate, sia di pianura che di montagna».

Ha maturato una sua idea al riguardo?

«Si tratta ovviamente di un parere personale e come tale va considerato. Fermo restando che il territorio è quello di Savigliano, penso che l’area più idonea possa essere quella situata un paio di chilometri fuori l’abitato, a ridosso della provinciale 662. Per intenderci più o meno all’altezza dello stabilimento della Panna Elena».

Perché?

«È l’accesso più agevole per tutti. Da un lato c’è la strada provinciale e dall’altro la ferrovia. È un terreno già urbanizzato, ampio e quindi consente di ricavare le opportune aree servizi a partire dai parcheggi. Mi faccia però dire una cosa».

Prego…

«Il nuovo ospedale deve anche essere l’occasione per poter finalmente dare risposta alle infrastrutture di collegamento tra le due città sia viarie che ferroviarie».

Sono 40 anni che se ne parla. Di progetti, alcuni faraonici, ne sono stati fatti a iosa, ma di ruspe non si è mai visto traccia.

«Dopo il passaggio della Saluzzo-Savigliano alle competenze dell’Anas sono fiducioso. Un nuovo ospedale su quest’asse permetterebbe anche di affrontare la questione della linea ferroviaria che altrimenti, con gli attuali numeri di pendolari, è impensabile poter riattivare».

E dell’immobile che ospita l’ospedale di Saluzzo che ne sarà in prospettiva?

«Abbiamo iniziato a parlare anche di questo. Il Pronto Soccorso sarà riaperto a breve e dovranno essere concentrati qui tutti i servizi ambulatoriali e gli uffici dell’Asl oggi dislocati in vari punti della città. In questo modo si favorisce da un lato l’utenza e dall’altra si riducono le spese visto che mi risulta le spese di locazione sostenute dall’Asl siano oggi ingenti».

Torniamo al Pronto Soccorso, struttura che la città, i comuni di pianura confinanti e i paesi delle valli Po e Varaita considerano servizio fondamentale per la popolazione, come hanno anche evidenziato gli amministratori della montagna in un loro documento inviato alla Regione. Quali sono gli intendimenti una volta superata l’emergenza della pandemia?

«La Regione ha apprezzato la disponibilità dimostrata da Saluzzo nell’ospitare una struttura appositamente dedicata alla cura del covid. I 9 posti in rianimazione verranno confermati e il Pronto Soccorso verrà non solo mantenuto ma potenziato. Termini e modalità sono in questo momento oggetto di valutazione. Per intanto ho avuto rassicurazione che tornerà in funzione a breve così come richiesto dalla popolazione e come sollecitato dal presidente della Croce Verde sul vostro giornale la scorsa settimana».

Un’ultima annotazione. Non c’è il rischio, come successo in passato, che anche questa volta la questione nuovo ospedale e il tema delle infrastrutture ad esso collegate si risolvano in un momentaneo fuoco di paglia? Come si procederà e con quali tempistiche?

«Sulle tempistiche non mi sento di sbilanciarmi perché è ancora troppo presto. Posso però dirle che le risorse, questa volta, ci sono. L’assessore Icardi avvierà a stretto giro di posta contatti con le amministrazioni locali. Sentirà i loro pareri, recepirà le loro osservazioni e poi deciderà».

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