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Export ancora in aumento ma l’import cresce di più

I dati sulla crescita e sull'import export

Export ancora in aumento ma l’import cresce di più
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Ancora in crescita le esportazioni italiane di ortofrutta fresca nel primo trimestre 2024 sia in volume (+1,6%) che in valore (+2,5%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa (con un lieve calo in aprile).

Crescono in doppia cifra anche le importazioni (+11,1% in quantità e +12,7% in valore) con una bilancia commerciale che vede l'import prevalere di 96.146 tonnellate sull'export e registra un saldo in valore che passa da +354.434 a +245.969 milioni di euro, in calo del 30,6%.

Analizzando i singoli comparti, ottime le performance degli agrumi che nel periodo clou per le nostre esportazioni crescono del 14,5% in volume e dell'8,5% in valore, a testimonianza di una annata produttiva caratterizzata dai calibri più piccoli. Soffre la frutta fresca che, pur mantenendo un trend positivo in valore (+3,5% sul 2023), perde l'11,9% in volume, complici la crisi delle pere e le problematiche produttive dei kiwi.

Si registra infine il boom dell'export di frutta tropicale che cresce del 47% in volume e del 28,1% in valore, un dato che si sta dimostrando in costante aumento negli ultimi trimestri e che dimostra la fiducia dei distributori degli altri Paesi che prediligono le nostre aziende distributrici e la logistica dei nostri porti.

Per quanto riguarda il commercio internazionale dei nostri principali prodotti, tiene bene l'export delle mele, di gran lunga il nostro prodotto di punta, che registra una leggera riduzione dei volumi (-2,83%) ma che segna un incremento del valore dell'8,20%, grazie all'affermazione sul mercato di prodotti ad alto valore commerciale come le varietà club. Discorso simile per il kiwi che, pur soffrendo una decisa crisi produttiva e vedendo scendere le esportazioni del 27,86%, mantiene le posizioni per quanto riguarda il valore, in crescita dell'1,33% rispetto al 2023, grazie al contributo decisivo del kiwi a polpa gialla.

Non conoscono crisi invece i campioni dell'import, come le banane (+15,36% in quantità e +12,95% in valore) e l'ananas (+16,82% in volume e +22,71% in valore rispetto al 2023), prodotti che sanno mantenere le promesse di qualità costante e di gusto che il consumatore dimostra di apprezzare.

Osserva Marco Salvi, presidente di Fruitimprese: «Per quanto riguarda i prossimi mesi siamo molto preoccupati per le conseguenze delle crisi internazionali, in particolare per quella del Medio Oriente con la riduzione dei traffici nel Canale di Suez che, purtroppo, ultimamente sembra uscita dai radar della politica e dell'informazione, ma che rischia di compromettere la campagna di esportazione dei prodotti autunnali, con gravi ripercussioni sull’economia».

Sono pesanti anche gli effetti indiretti, «come la crisi valutaria egiziana che sta, di fatto, impedendo ai nostri prodotti di arrivare in questo importante mercato di esportazione. Nel Paese dei Faraoni la Banca Centrale sta continuando a limitare l'uso della valuta straniera pregiata e consente il pagamento di prodotti non considerati di prima necessità, come la frutta, solo per importi inferiori a 1.700 dollari per fornitura, un importo che non copre neanche i costi di trasporto».

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