Nell’ambito della XVI Giornata Nazionale Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane), domenica 24 maggio verrà aperto il castello Porporato di Piasco. Sarà possibile visitare gratuitamente il giardino, la cappella e la corte interna del castello in orario 10-13 e 14,30-17,30. Prenotazione obbligatoria, per informazioni consultare il sito web castelloporporato.it.
Fortezza maestosa che pochi, finora, hanno avuto la fortuna di vedere anche nei suoi ambienti interni, l’edificio è un’elegante espressione della cultura barocca piemontese che risale, nel suo attuale aspetto, alla metà del secolo XVII.
L’edificazione dell’attuale dimora incomincia nel 1640, con un progetto riferibile a Carlo di Castellamonte, ideatore dell’attuale piazza San Carlo e di numerosi altri interventi architettonici a Torino. Esiste una copia, firmata a matita da “Carlo di Castellamonte, architetto di Carlo Emanuele I”, che non consente un’attribuzione certa ma rimanda comunque al nuovo clima culturale creatosi a Torino con l’arrivo di Cristina di Francia.
Il progetto era molto più ampio: si ipotizzava che la dimora avrebbe avuto due cortili, l’attuale e uno altrettanto vasto su una seconda ala che non venne poi realizzata, probabilmente a causa dei frequenti conflitti. A patrocinare la sua creazione fu Gaspare Porporato, il quale morì prima dell’ultimazione dei lavori intorno al 1650. Il castello-palazzo, rustico all’esterno perché non finito, è ricco ed elegante all’interno. Comprende tre piani, più due mezzani e un piano cantina ed è composto di tre corpi a “C”, che definiscono una corte-giardino. Una terrazza di ampio respiro, delimitata agli angoli da torri circolari, si apre sul paese di Piasco e sulla pianura.
Al pianterreno si susseguono “en enfilade”, secondo lo schema dell’epoca, la camera del biliardo, il salone centrale e la sala da pranzo. Sempre al pianterreno si trova la cosiddetta “camera del vescovo”, il cui nome è legato a monsignor Giuseppe Filippo Porporato, vescovo di Saluzzo per un quarantennio, tra il 1741 e il 1781. Al piano nobile, oltre alla terrazza con colonne di ordine ionico, altri locali di grande rilievo artistico come il salone grande, la camera dei Goblain, la camera gialla e la camera dorata.
Si aprono sul cortile interno la stupenda biblioteca e la camera dei fiori. Un mistero circonda le decorazioni interne del palazzo, con affreschi sorprendenti che sono stati attribuiti a diversi autori piemontesi e liguri operanti nella seconda metà del Seicento.
L’intero complesso, frazionato in più proprietà, è tuttora abitato dai discendenti dell’ultima marchesa Porporato, sposa di Guido dei conti Biandrate di San Giorgio, ai quali passò in eredità il palazzo: la figlia del successore Luigi Biandrate, Lidia, è nonna degli attuali proprietari Raggi De Marini. All’altra figlia, Luisa Biandrate, andò il castello di San Giorgio Canavese.
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