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Fruttinfiore, i giorni di Lagnasco capitale

Le novità della fiera

Fruttinfiore, i giorni di Lagnasco capitale
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Apprestandoci all’inaugurazione di Fruttinfiore numero 23, ci piace recuperare una definizione che una decina di anni fa era apparsa su Fresh Plaza, il sito web di riferimento del mondo frutta.

«La manifestazione intende festeggiare la produzione frutticola, quando le piante sono in fiore, facendo scoprire e valorizzare il lavoro di un intero territorio, in cui si coltivano albicocco, pesco, pero, melo, susino, actinidia, piccoli frutti, nocciolo e castagno».

Parole che rendono omaggio a “Lagnasco capitale”, risultando valide anche oggi che tutti gli schemi sono saltati.

Alla vigilia di Fruttinfiore 2025, mentre continuano le guerre e incalzano problemi vecchi e nuovi (come dimenticare i disastri del cambiamento climatico?), ci troviamo ad affrontare l’ultimo rebus: lo spettro dei dazi voluti da Trump.

Nessuno può chiamarsi fuori. L’Italia nel 2024 ha esportato negli Usa prodotti agroalimentari per un valore di 7,8 miliardi di euro. Una cifra considerevole che, in caso di dazi specifici, potrebbe ridursi di un 15-30% per prodotti chiave come vino, olio d'oliva, formaggi Dop, ortofrutta, pomodoro trasformato e pasta.

A lanciare l'allarme è il centro studi di Confcooperative, spiegando che, a conti fatti, l'impatto per il settore potrebbe valere 2 miliardi di euro l'anno: un danno enorme, considerando anche il fatto che gli Usa rappresentano il terzo mercato di destinazione dell'export agroalimentare italiano.

La filiera frutticola è dunque esposta d’ora in poi anche a questa minaccia, e bisognerà trovare delle risposte, quando e come dalle parole la “nuova” America trumpiana passerà all’azione.

Una volta, il produttore frutticolo doveva in primis fare i conti con i prezzi, e garantire all’azienda un’adeguata remunerazione. Per il resto, lavorando bene e tanto, tutto si poteva sistemare.

Non è che adesso il discorso dei prezzi sia felicemente risolto, tutt’altro. Ma la partita economica si è enormemente complicata, dai costi delle materie prime e dell’energia alla manodopera. Aggiungiamoci anche i dazi, e vien voglia di scappare.

Speriamo di no. Un evento di portata nazionale qual è Fruttinfiore serve anche a far capire la realtà che cambia.

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