speciale fruit attraction Madrid

L’export ci costa il 20-30% in più

Logistica: Incidono i venti di guerra

L’export ci costa il 20-30% in più

Tra gli argomenti di cui si parlerà a Fruit Attraction l’import-export italiano (con relative problematiche dovute alle guerre e crisi in corso) terrà sicuramente banco. Il dato di partenza è rappresentato dalle rilevazioni Istat sul commercio estero elaborate da Fruitimprese, l’organizzazione che riunisce i principali gruppi ortofrutticoli nazionali. Nel corso del primo semestre 2026 le esportazioni di frutta a verdura sono aumentate del 4,4% in valore, mentre si sono ridotte del 3,4% in quantità, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Viceversa, le importazioni sono cresciute dell’1,6% e del 7,1% rispettivamente in volume e valore, portando la bilancia commerciale in negativo per 20,4 milioni di euro. Risulta con il segno meno anche il rapporto tra import ed export in quantità, con il primo che supera il secondo di quasi 300 mila tonnellate.

«Tali risultati – osserva il presidente di Fruitimprese Marco Salvi- testimoniano gli effetti sfavorevoli delle guerre in atto, che hanno provocato un aumento generalizzato dei costi di produzione e pesanti difficoltà logistiche, in particolare per chi si rivolge ai mercati asiatici».

Sottolinea Salvi: «In queste settimane stanno salpando i primi carichi di mele. Per quanto riguarda i Paesi Arabi siamo costretti ad utilizzare il trasporto combinato nave-treno dal porto di Al Fujairah, oppure quello di Jedda e proseguire con i Tir con tragitti di oltre 2 mila km. All’incremento generale dei costi di produzione, dovuti all’aumento dei combustibili, dobbiamo aggiungere quelli logistici per una campagna di esportazione che registrerà un aggravio per gli operatori tra il 20 e il 30%».

Questo e molto altro sulla Gazzetta in edicola e in digitale