estate a saluzzo

Parco Gullino: cinema e tensioni il nodo degli stagionali in Consiglio

Il caso del Parco Gullino

Parco Gullino: cinema e tensioni il nodo degli stagionali in Consiglio

Il tema della presenza di lavoratori stagionali che trascorrono la notte nel parco Gullino è approdato martedì sera all’attenzione del Consiglio comunale di Saluzzo, riunito in via eccezionale a Castellar. Del dibattito riferiremo più ampiamente sul prossimo numero della Gazzetta, ma la discussione ha riportato al centro una questione che nelle ultime settimane ha suscitato opinioni contrastanti.

Da una parte c’è il parco che, con l’arrivo dell’estate, è tornato a essere uno dei luoghi di aggregazione cittadina. La Fondazione Bertoni ha organizzato un calendario di iniziative rivolte a famiglie e bambini, tra cinema all’aperto, spettacoli, picnic e il grande castello gonfiabile installato nell’area verde. Dall’altra, a pochi metri dagli eventi, continua la presenza di alcune decine di lavoratori africani che, non avendo trovato una sistemazione, trascorrono la notte all’aperto.

Si tratta di una piccola parte dei circa 10 mila stagionali impegnati nella raccolta della frutta sul territorio saluzzese, la maggior parte dei quali trova ospitalità in cascine, strutture di accoglienza o abitazioni. Chi resta al Gullino è generalmente in regola con il permesso di soggiorno e spesso dispone già di un contratto o di un precontratto di lavoro, ma sceglie di limitare le spese per poter inviare una quota maggiore del proprio salario alle famiglie rimaste nei Paesi d’origine.

La vicesindaca Francesca Neberti ha ribadito che la scelta di concentrare gli eventi estivi nel parco rappresenta una precisa linea politica. «Illuminazione, manutenzione del verde, cinema, musica e attività per le famiglie sono strumenti per rendere lo spazio pubblico vissuto e sicuro. Crediamo che la convivenza sia possibile quando le istituzioni si prendono cura dei luoghi comuni e li restituiscono alla cittadinanza».

Di diverso avviso il capogruppo di minoranza Giovanni Damiano, secondo il quale la priorità dovrebbe essere garantire servizi essenziali alle persone che dormono nell’area verde. «Quei ragazzi hanno bisogno prima di tutto di acqua e di servizi igienici, non di film», aveva osservato, sollevando anche il problema dei bagni pubblici fino a quel momento chiusi.

Proprio su questo fronte è arrivata una novità: i servizi igienici del parco Gullino sono stati finalmente aperti, consentendo così ai lavoratori che pernottano nell’area di avere accesso all’acqua e ai bagni. Un intervento che risponde almeno in parte alle esigenze più immediate, mentre resta aperta la questione di una soluzione strutturale per una presenza che, come emerso anche in Consiglio comunale, non può essere affrontata soltanto come un problema di ordine pubblico o di decoro, ma richiede risposte di carattere sociale e organizzativo.