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“La tradizione violinistica piemontese” il 6 e 7 novembre a Saluzzo

“La tradizione violinistica piemontese: nuovi studi e prospettive” il convegno organizzato da Beni Musicali in Piemonte sarà a Saluzzo dal 6 al 7 novembre

“La tradizione violinistica piemontese” il 6 e 7 novembre a Saluzzo
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Lunedì 6 e martedì 7 novembre l’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte organizza a Saluzzo per il trentennale della sua Fondazione il convegno internazionale dal titolo “La tradizione violinistica piemontese: nuovi studi e prospettive”.

L’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, fondata da Alberto Basso attualmente Presidente Onorario, e diretta dalla attuale Presidente Cristina Santarelli, è un’associazione senza scopo di lucro, che con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, del Ministero della Cultura, della Fondazione CRT e della Fondazione Compagnia di San Paolo svolge opera di promozione di studi, di ricerca e documentazione, di pubblicazioni e incisioni discografiche relative alla cultura e alla civiltà musicale del Piemonte. Organizza inoltre mostre, conferenze, convegni, concerti. Si propone inoltre di procedere all’inventariazione, schedatura e catalogazione del patrimonio bibliografico musicale della Regione Piemonte intesa tanto nella sua accezione geografica attuale quanto nella sua più vasta accezione storica.

Le giornate del convegno internazionale sono lunedì, dalle 14,30 presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale e martedì 7 dalle 9 al Monastero della Stella.

Nel corso del Settecento, nei territori del Regno di Sardegna, si affermarono importanti solisti di strumenti musicali ad arco che furono al tempo stesso compositori per quel repertorio: violinisti, come i fratelli Giovanni Battista e Giovanni Lorenzo Somis, ma anche violoncellisti, come Giovanni Battista Canavasso.

Al servizio della Corte e della Cappella operarono sovente famiglie intere (i Chiabrano, i Celoniati), mentre nei centri di provincia emergono tra gli altri i nomi di Carlo Giovanni Testori a Vercelli, Giuseppe Demachi ad Alessandria e dei Bollo a Casale Monferrato.

L’affermazione di così alte professionalità andava di pari passo con la diffusione del gusto per la musica per archi: ciò permise il fiorire di personalità di rilievo internazionale quali Felice Giardini e Gaetano Pugnani, che fu maestro di allievi a loro volta divenuti celebri, uno su tutti Giovanni Battista Viotti.

Già a partire dall’Ottocento la storiografia parlò di una “scuola violinistica piemontese”, oggi tutta da riscoprir

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