uvernada a saluzzo

Uvernada spegne dieci candeline Saluzzo si veste ancora d’Occitania

Dieci anni di Uvernada a Saluzzo

Uvernada spegne dieci candeline Saluzzo si veste ancora d’Occitania
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Tempo di Uvernada. Saluzzo e le Terre del Monviso festeggiano la decima edizione dell’evento autunnale che celebra la cultura, la lingua e la musica occitana e segna il rito di passaggio verso l’inverno.

Appuntamento sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, con oltre dieci concerti e un ospite d’eccezione: il catalano Jordi Savall, maestro della musica antica. Organizza la Fondazione Bertoni, con la collaborazione del Salone Internazionale del Libro di Torino e della Festa del Libro Antico e Medievale di Saluzzo. Accanto alla musica, spazio ad artigianato, liuteria, sostenibilità ambientale e approfondimenti linguistici.

Si parte sabato alle 10,30 con il “passacharriera”: Jean Paul Faraut e i Fifre della contea di Nizza, con la Grande Orchestra Occitana, porteranno la loro musica per le vie del centro. Alle 16, nel refettorio del convento di San Giovanni, la consegna del Premio Chevalier Errant a Savall e al regista Fredo Valla. Alle 18 Savall si esibirà poi al Complesso di San Giovanni nel concerto “I giardini delle Esperie. Dal Rinascimento al Barocco”, un viaggio tra tradizioni occitane, sefardite, basche e galiziane (ingresso a pagamento, 35 euro, su www.festalibromedievaleantico.it).

La serata proseguirà con l’aperitivo nei locali del centro, che ospiteranno nei dehors i gruppi occitani, e con la cena sotto l’ala di ferro di piazza Cavour, tra polenta, ravioles e prodotti del territorio. Dalle 20,30 balli occitani con Daniela Mandrile e dalle 22 il “Grande Ballo” con l’Uvernada Big Band, giovani musicisti delle valli occitane coordinati da Jordi Berardo.

«Il bello di Uvernada è la sua capacità di proporsi agli amanti della musica occitana nei suoi vari aspetti – spiega il direttore artistico Sergio Berardo -: c’è chi ama il ballo, chi predilige l’ascolto e chi ricerca l’innovazione. La nostra musica è popolare e, come tale, deve stare nel mondo, entrare negli spazi del quotidiano, contaminarli e lasciarsi contaminare».

Il legame con la Catalogna si rafforza quest’anno proprio con Savall: «Le nostre vallate, infatti, sono la porta estrema di un’area linguistica e culturale che si estende attraverso l’Occitania transalpina fino a Barcellona – sottolinea Berardo -. Ci sentiamo i guardiani della porta d’Oriente dell’Occitania». Domenica, il gran finale con la fiera di liuteria e artigianato, il convegno sull’occitanismo e il concerto dei Lou Dalfin. Programma completo sul sito internet www.occitamo.it/uvernada-2026.

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