voxnovus festival a Saluzzo

Voxonus 2026, da Vivaldi al “Te Deum” in duomo festival musicale

In primo piano: si rinnova la collaborazione tra Orchestra di Savona e Apm

Voxonus 2026, da Vivaldi al “Te Deum” in duomo festival musicale

Negli anni il legame tra Orchestra di Savona, Voxonus e Fondazione Apm ha creato un’importante opportunità professionale per gli allievi ed ex allievi dell’istituzione saluzzese, molti dei quali trovano spazio nelle produzioni liriche e sinfoniche della compagine savonese. Il Festival diventa quindi non solo luogo di spettacolo, ma anche piattaforma reale di crescita e inserimento lavorativo per giovani musicisti.

Non è un caso che all’interno del cartellone del Voxonus Festival siano presenti anche formazioni cameristiche nate proprio in seno ai corsi Apm: ensembles che testimoniano la vitalità della scuola e la capacità del progetto di trasformare il percorso didattico in esperienza artistica concreta. In questo senso, il Festival agisce come naturale prosecuzione dell’attività formativa, creando un ponte diretto tra studio, professione e palcoscenico.

Cristiano Cometto direttore dell’Apm: «Con piacere rinnoviamo per il 2026 la collaborazione con Voxonus festival, proposta artistica di alto livello che contribuisce ad arricchire l’offerta culturale sul territorio saluzzese. Per la Fondazione Apm si rinnova l’opportunità di offrire percorsi formativi nel campo della musica barocca da offrire ai suoi allievi. Inoltre si aprono occasioni per ensembles e musicisti allievi dei corsi di Alto Perfezionamento di essere inseriti nel ricco cartellone artistico proposto».

Tra gli appuntamenti più attesi emerge “Architetture Barocche: l’Estro e la Regola” (29 maggio Apm Sala Verdi), dedicato all’Op. 3 di Antonio Vivaldi, L’Estro Armonico, autentico manifesto della rivoluzione strumentale settecentesca. La raccolta, pubblicata ad Amsterdam nel 1711, segna uno spartiacque nella storia del concerto barocco: fantasia creativa e rigore formale convivono in una scrittura travolgente, capace di ridefinire il rapporto tra orchestra e solista. I concerti selezionati – dal celebre RV 578 al monumentale RV 580 per quattro violini – mostrano la modernità di un linguaggio che avrebbe influenzato profondamente Johann Sebastian Bach.

Di particolare interesse è anche “Conversazioni a Parigi” (12 giugno Apm Sala Verdi), progetto del Voxonus Quartet dedicato alla nascita e allo sviluppo del quartetto d’archi. Il programma mette in dialogo Antonio Bartolomeo Bruni, violinista cuneese protagonista della vita musicale parigina, Giuseppe Maria Cambini e il giovane Mozart. È un viaggio nella seconda metà del Settecento europeo, e la presenza di Bruni assume un valore simbolico speciale per il territorio piemontese: la sua vicenda artistica collega idealmente Cuneo alla grande stagione culturale francese.

Con “Sentieri Invisibili”(4 settembre Apm Sala Verdi), il Voxonus Quartet Moderno propone invece un percorso novecentesco e contemporaneo che unisce Sibelius, Rachmaninov, Ernest Bloch e Andrea Basevi. Il concerto attraversa atmosfere nordiche, malinconie russe e scritture contemporanee, dimostrando la volontà del Festival di mantenere viva la relazione tra repertorio storico e nuove sensibilità musicali.

Accanto al repertorio barocco, il Festival apre lo sguardo verso il Novecento cinematografico con “Oltre lo Schermo” (18 settembre Apm Sala Verdi), affidato al Crossover Trio formato da Claudio Gilio (viola), Alberto Fantino (fisarmonica) e Maurizio Baudino (chitarra). Il programma attraversa le colonne sonore di Ennio Morricone, Nino Rota, John Williams, Hans Zimmer e Luis Bacalov trasformando il cinema in esperienza cameristica.

Grande attesa anche per la Voxonus Orchestra diretta da Filippo Maria Bressan nella Chiesa di San Bernardino (2 ottobre) con “Tempeste, Spiriti e Divertimenti”. Il programma, che accosta Telemann, Francesco Salieri, Mozart e Boccherini, esplora il lato teatrale e visionario del Settecento. Dalla leggerezza classica del Divertimento K 136 fino alla drammatica Casa del Diavolo di Boccherini, emerge una lettura del classicismo come terreno di tensioni emotive e sperimentazione orchestrale.

A chiudere idealmente il percorso saluzzese sarà il Te Deum di Marc-Antoine Charpentier nel Duomo (12 dicembre), scelto come concerto di Natale del Festival. Un appuntamento dal forte valore simbolico e spirituale, capace di unire la monumentalità della grande musica sacra barocca alla suggestione architettonica della cattedrale cittadina, trasformando il tradizionale appuntamento natalizio in uno dei momenti più solenni dell’intera rassegna.

Il cartellone di Saluzzo dimostra come il Voxonus Festival non sia soltanto una rassegna di concerti, ma un progetto culturale diffuso che mette in relazione territori, istituzioni e artisti. La collaborazione con la Fondazione Apm e con l’Orchestra Sinfonica di Savona rafforza questa identità: un laboratorio permanente dove la musica diventa strumento di formazione, valorizzazione storica e concreta opportunità professionale per le nuove generazioni di musicisti.

Da quest’anno il Voxonus Festival, in collaborazione con Apm e con le scuole che aderiscono, inserisce in calendario concerti dedicati agli istituti scolastici saluzzesi, contribuendo così allo sviluppo della formazione per i giovani studenti.

Il Voxonus Festival a Saluzzo è reso possibile grazie al sostegno di: ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazioni Crt e Crc, Fondazione Scuola Apm, con il patrocinio del Comune di Saluzzo, in collaborazione con Teatro dell’Opera Giocosa di Savona-Teatro di tradizione e dell’ Accademia del Ricercare.

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