La cultura e la mobilità sostenibile tornano a incrociare la propria strada a Cuneo, confermando come i libri e il racconto sappiano farsi straordinari strumenti di trasformazione urbana e sociale e la bicicletta resti il più straordinario vettore di incontro di persone, storie e conoscenza.
La cornice, questa volta, è quella delle iniziative del Cuneo Bike Festival Off, nell’ambito della rassegna cittadina dedicata alle due ruote, in collaborazione con Scrittorincittà: martedì 21 luglio, alle 18,30, presso il Caffè Bruno (via Roma 28), l’autore Marco Ballestracci (nella foto) presenterà il suo ultimo lavoro, “Fare Biciclette. Storie di inventori e grandi imprese” (Add Editore), in dialogo con Davide Sacchetto, professore del liceo Peano di Cuneo.
Osserva Ballestracci: «Non è solo questione di fare biciclette, è pure una questione di libri, geni e talenti. Perché il moto della bicicletta (e quindi il ciclismo) è una delle più calzanti metafore di vita».
Dietro ogni bicicletta, infatti, non ci sono solamente tubi d’acciaio, catene e ingranaggi, ma soprattutto sogni, intuizioni geniali, ascese e cadute, non solo dei grandi campioni ma delle donne e degli uomini che pedalano, qualunque sia il motivo del loro gesto.
L’incontro è stato fortemente voluto in quanto tocca da vicino l’identità della nostra provincia Granda che, storicamente, si posiziona come uno dei poli d’eccellenza in Italia nel comparto del “fare biciclette”, un settore trainante per l’economia locale che coniuga tradizione manifatturiera, innovazione tecnologica e una importante capacità di generare valore e occupazione sul territorio.
Il connubio tra il Cuneo Bike Festival e scrittorincittà dimostra la volontà dell’amministrazione di fare rete, unendo la promozione della lettura a quella di uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente.
Spiega Cristina Clerico, assessora alla Cultura del capoluogo: «La collaborazione organica tra il Cuneo Bike Festival e Scrittorincittà dimostra come lo sport, l’impresa e l’ambiente trovino la loro sintesi perfetta nella cultura. Raccontare le grandi imprese umane che si celano dietro l’industria ciclistica significa valorizzare la nostra memoria storica e, al contempo, fornire nuovi strumenti di consapevolezza ai cittadini».
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