Costigliole dà l’addio all’arch. Nasi, fra le sue opere la Bitron, l’agorà di Brossasco e la chiesa di S. Antonio

Costigliole dà l’addio all’arch. Nasi, fra le sue opere la Bitron, l’agorà di Brossasco e la chiesa di S. Antonio
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Ha destato grande cordoglio la morte dell’architetto Renato Nasi, deceduto sabato nella sua abitazione di Costigliole.

Aveva 88 anni e una grande passione per il suo lavoro, presente fin che ha potuto nello studio tecnico di via Saluzzo oggi condotto dal nipote Fabrizio, anch’esso architetto nonché assessore comunale.

Lascia la moglie Ester, le figlie Claudia (docente universitaria) con Attilio Offman; Chiara (segretaria comunale a Cherasco e La Morra) con Marco Ambrogio; i nipoti Michele, Carlo, Andrea e Bianca nonché il fratello Silvano e la cognata Federica.

Era il secondogenito di una famiglia costigliolese di commercianti di frutta. Pur lavorando in azienda, si era diplomato geometra. Dopo gli obblighi militari, a fine anni ’50, era emigrato in Venezuela dove era stato assunto dal ministero dei lavori pubblici per conto del quale ha iniziato a progettare strade e infrastrutture.

Al rientro in Italia ha conosciuto la futura moglie Ester Nicolino, sposata nel 1962.

Nel frattempo si è laureato in architettura, dando vita a un avviato studio nel campo dell’edilizia privata e pubblica. Tanti i sindaci che hanno fatto ricorso alla sua esperienza e capacità.

Tra i suoi lavori si ricordano la piazza-agorà della Libertà a Brossasco, gli edifici della “Bitron” di Rossana, la “Technofabric” di Costigliole (che produce tessuti tecnici industriali) di cui era stato tra i fondatori e presidente. Da segnalare anche l’avveniristica nuova chiesa parrocchiale a Sant’Antonio di Piasco. A Saluzzo aveva progettato la nuova “piastra” dell’ospedale e messo a punto un piano di riqualificazione di Palazzo Falcone. Si è inoltre occupato della progettazione della sopraelevata di Alba e di altre opere stradali in provincia.

Le persone che lo hanno conosciuto lo ricordano per le doti lavorative, per l’umiltà e disponibilità.

«Mio papà aveva un grande senso del dovere - racconta la figlia Chiara - amava il suo lavoro e credeva nei giovani. È stato una guida e una colonna portante per la nostra famiglia. Ci lascia ricordi bellissimi e tanti insegnamenti».

La salma ha ricevuto, lunedì pomeriggio, la benedizione nel cimitero di Costigliole dove è poi stata tumulata, in forma privata, come previsto dalle attuali disposizioni.

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