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Una residenza agricola nell’ex convento dei frati a Busca

Il progetto Andirivieni è curato da 4 trentenni: sono i paladini del co-house sociale

Una residenza agricola nell’ex convento dei frati a Busca
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Dove per decenni hanno vissuto i frati cappuccini irrompe, con una “regola” in qualche modo assimilabile a quella dell’ordine religioso, un team di quattro giovani pronti ad affrontare un esperimento sociale di abitare condiviso. Si chiama “Andirivieni a Busca” ed è una forma innovativa di cohousing agricolo

Il loro motto è co-co-co: nulla a che vedere con i contratti di collaborazione continuativa in voga fino a qualche anno fa; qui i principi sono tre: coabita, condividi, coltiva.

Il progetto nasce dall’intraprendenza di quattro trentenni. Tre sono di Busca, Beatrice Gozzarino, giurista, Maurizio Ramonda, insegnante e Pietro Ramello, graphic designer. Il quarto è Paolo Longagna, tecnico agronomo, di Savona.

Selezionato per il percorso di accelerazione GrandUp della Fondazione Crc, il programma parte dalla terra: nell’aprile del 2021 i quattro piantano le prime piante di luppolo in frazione San Vitale di Buca, che negli anni successivi daranno vita alla produzione di birra. Adesso le file di luppolo, della varietà “cascade”, sono 4, da 90 metri ciascuna, e la prossima primavera un birrificio della val di Susa le trasformerà nella prima birra ufficiale di Andirivieni.

Nel 2022 il team si struttura sotto forma di associazione e il 30 aprile trova casa grazie alla firma del contratto biennale di comodato d’uso dell'immobile abitato fino a 9 anni fa dai frati e sostenitori fin da subiro di un progetto che, oltre a mantenere viva la struttura, ne preservi anche la valenza sociale. In primavere le camere hanno cominciato ad essere abitate.

Gli abitanti del cohousing condividono i loro talenti con l’obiettivo di rendere Andirivieni proprio un “porto di mare”, con un intenso turn-over creando i presupposti per incontri e occasioni di scambio nel salone di 120 metri quadri e nel giardino, con orto annesso.

La raccolta delle patate e la successiva consegna a domicilio a coloro che manifestano interesse sono momenti di team building e di ascolto dei desiderata dei destinatari delle proposte del cohousing. I mesi passati sono tra swap party alle serate di cinema all'aperto e quelle dedicate ai giochi, da tavolo e di ruolo, fino alla “Futuri alternativi”, con spettacolo teatrale per ragazzi, cena a prezzo popolare organizzata in collaborazione con Cresco, la comunità in supporto all’agricoltura della valle Varaita. Un concerto il 14 ottobre ha richiamato oltre 400 persone. Nel weekend c’è stata la prima proposta del “Forest bathing” (pratica di immersione nella natura con finalità di benessere) nel parco Francotto a Busca.

Come funziona?

«Facciamo due colloqui: se dopo il primo, conoscitivo, c'è un interesse reciproco, nel secondo chiediamo all'aspirante coinquilino di raccontarci quale contributo pensa di poter dare al progetto. Superato anche il secondo colloquio, il candidato sottoscrive un “patto di coabitazione” e il regolamento che norma le regole di convivenza all’interno della struttura».

Qual è l'identikit che avete in mente dell'inquilino-tipo di Andirivieni?

«Tra i 18 e i 35 anni, lavoratore e desideroso di mettersi in gioco per sei mesi per generare un impatto sociale sulla comunità»

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